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| La Chiesa di Santo Stefano |
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Descrizione
L’architetto progettista concepì una chiesa più ampia e soprattutto approfittò della posizione elevata per realizzare una scenografia imponente che privilegiava una visione dal mare: la chiesa, originariamente orientata col coro verso est, fu ruotata con la facciata verso sud e inquadrata nella strada che dalla marina giunge ai piedi del poggio. Nella seconda metà del ‘600 la chiesa fu dotata di un nuovo organo della scuola dei Roccatagliata che fu poi sostituito nel 1946.
I lavori terminarono nel 1668.
Nel 1749 furono demolite le case antistanti la facciata in modo da ottenere l’aspetto scenografico voluto dall’architetto. L’accesso alla chiesa dal piazzale fu realizzato con una scalinata in ardesia, sostituita nel XIX secolo da una in marmo bianco completata da due leoni che reggono lo stemma di Lavagna, opera di Medardo Borelli dell’opificio Repetto (1877).
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Nel 1897 nella piazza della chiesa fu costruita, sempre in marmo bianco, la loggia Brignardello che volle questa costruzione per poter accedere al Cimitero senza passare davanti alla chiesa. Recenti lavori di modifica al porticato hanno eliminato la scalinata che collegava il corpo centrale al sottostante piazzale e la scala che collegava l’inizio del La facciata, in stile neo-rinascimentale, è stata realizzata tra il 1935 ed il 1940 dall’architetto Fineschi e si eleva sulla scalinata in marmo bianco che ha sostituito quella precedente in ardesia. Presenta delle analogie con alcune chiese tardo manieriste ed in particolare con la chiesa di S. Francesco a Chiavari e, come quest’ultima, è spartita orizzontalmente e verticalmente da elementi leggermente aggettanti.
La facciata a due registri è divisa da una doppia cornice marcapiano in cui si inseriscono i basamenti delle paraste e delle colonne che racchiudono lateralmente il finestrone
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Particolare del dipinto di Sebastiano Galeotti
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centrale. La spartizione verticale con paraste evidenzia la divisione interna a tre navate.Nel registro inferiore le paraste ioniche, decorate con festoni di frutta, inquadrano il portale principale racchiuso da colonne che sorreggono un frontone curvilineo interrotto in corrispondenza di un’edicola contenente una lapide con un’iscrizione nella quale si ricorda che la basilica fu costruita per volere del popolo.
Nel registro superiore le paraste evidenziano la maggiore altezza della navata centrale culminando nel frontone triangolare.
In basso i portali laterali sono stretti fra due campanili che si rifanno alla tradizione ligure, quello di destra è stato eretto a simbolo della città. Il registro superiore è raccordato ai due campanili con due quarti di circonferenze terminanti con due volute sorrette da due teste d’angelo.
Le paraste, le mensole, le lunette e le conchiglie racchiuse in quest’ultime, sono tutti elementi che si rifanno all’architettura rinascimentale e tardo manierista.
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