InLavagna.com: La Chiesa di Santo Stefano pag.1
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La Chiesa di Santo Stefano
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Santo Stefano
Santo Stefano

La storia
Nel sito in cui sorge la chiesa di Santo Stefano di Lavagna esisteva una torre che segnalava ai naviganti l’ingresso al golfo. Vicino a questa torre fu costruita la prima chiesa a tre navate, orientata a ponente con un campanile a levante: tracce di questa costruzione sono visibili negli archi e pilastri che formavano il coro e che sono ancora presenti nella canonica. Si pensa che la Chiesa esistesse già nel 568, ma mancano notizie documentate. Agostino Busco (che scrive nel 1637) riteneva fosse sorta nel V sec. Le prime notizie certe sono del 994: in un lodo del marchese Oberto di Lavagna troviamo la testimonianza che la Chiesa esisteva ed era già una chiesa plebana; ciò risulta chiaramente documentato nella seconda sala del Museo storico e archeologico di Cicagna, in Val Fontanabuona: la pieve di Lavagna fu tra i capisaldi della cristianizzazione del levante ligure e fu inoltre matrice delle numerose cappelle situate nell’entroterra del Tigullio.



I Fieschi, consci dell’importanza del luogo, costruirono un castello accanto alla torre ed alla chiesa per poter meglio esercitare l’ufficio consolare. Torre e Castello furono in seguito distrutti: nel 1110 dai genovesi o nel 1200 quando Sinibaldo Fieschi, Papa Innocenzo IV, scomunicò Federico II e questi, per vendetta, decise di distruggere tutti i possedimenti della famiglia Fieschi.
Restaurata nel 1611, S. Stefano venne interamente rifatta a partire dal 1650, su iniziativa del cardinale Stefano Durazzo, arcivescovo di Genova.
La posa della prima pietra fu solennemente celebrata nel giorno dell’Assunzione, 15 agosto, cui seguì, il 1° novembre del 1650, il crollo del campanile della vecchia chiesa rendendo questa completamente inagibile.

L'interno
Interno
Dettaglio altare maggiore
L'interno


Tutta Lavagna partecipò alla costruzione: la comunità organizzò squadre di operai che vi lavorarono gratuitamente, fu stabilita una tassa sulla vendita del grano per raccogliere i denari necessari all’inizio dell’opera, i padroni delle barche e i marinai donarono una parte dei loro guadagni alla fabbrica della chiesa.
Il progetto è stato attribuito da alcuni studiosi a Gio Battista Ghiso, architetto della Serenissima Repubblica di Genova, mentre l’Alizeri, sulla base di elementi stilistici, attribuisce il progetto a Francesco da Novi, architetto camerale dei Padri del Comune di Genova. La nuova chiesa venne costruita nel luogo dove sorgeva quella più antica poggiandola sulle fondamenta del castello dei Fieschi ed occupando con l’edificio ed il sagrato l’area dell’antico cimitero.

continua